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Estra è una realtà del territorio attenta e sensibile alle associazioni sportive di tutta l’area senese, in cui affonda le proprie radici. Le attività sportive come la nostra si contraddistinguono per i forti valori etici e morali. L’aiuto di Estra assume, nel contesto, un ruolo non secondario nel supportare lo sforzo organizzativo della nostra società.

 

Far crescere lo sport e i suoi valori migliori tra le nuove generazioni, aiutando in particolare gli sport cosiddetti minori, rappresenta per Estra la scelta di una propria politica di sostegno al territorio, sempre più orientata a ricercare nel mondo dello sport esempi che si collochino in sintonia con Estra ed i propri valori di riferimento: qualità, responsabilità etica e inclusione.

Estra è il main sponsor delle nostre squadre seniores e giovanili.

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È un Brunello di Montalcino il miglior vino del mondo 2023 per la celebre rivista americana Wine Spectator. L’Argiano 2018 diventa così il secondo Brunello ad aggiudicarsi il premio più ambito a livello globale.

Le radici di Argiano affondano nell’epoca etrusca e poi romana. Posizione troppo dominante da non essere utilizzata nel corso dei secoli come luogo di avvistamento e difesa, estremo confine meridionale della Repubblica di Siena, segnato naturalmente dal fiume Orcia. La costruzione della Villa risale invece al 1580 quando avviene il passaggio dalla famiglia Tolomei a quella dei Pecci, nobile famiglia senese. Affidandosi all’architetto Baldassarre Peruzzi decidono di edificarla al di fuori dal nucleo del castello, ponendola sulla collinetta più elevata e chiamandola Bell’Aria proprio per la sua posizione privilegiata. 

Dell’attività vinicola troviamo la prima traccia nel 1616 in un manoscritto di Bartolomeao Gherardini, Auditore Generale di Siena per conto di Cosimo III de Medici. Nel corso dei secoli la proprietà passi di mano a varie famiglie nobiliari fino a giungere nell’Ottocento a donna Ersilia Caetani Lovatelli, prima vera promotrice dei vini di Argiano tanto da farne parlare Giosuè Carducci che in un verso declama “nella quale asprezza mi tersi col vin d’Argiano, il quale è molto buono”. Nel 1967 Argiano partecipa alla fondazione del Consorzio del Brunello. Gli anni successivi sono segnati da Noemi Marone Cinzano e dalla consulenza enologica di Giacomo Tachis. Dal 2013 la proprietà passa al business man brasiliano Andrè Santos Esteves e la guida enologica dal 2015 a Bernardino Sani.

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